[linux_var] Incoraggiare le donne all'uso di linux

zoninoz zoninoz a email.it
Gio 27 Ago 2009 19:11:11 UTC


nextime ha scritto:
> Se la smettessimo di pensare "bisogna fare le quote rosa", "bisogna
> incentivare le donne qui", "bisogna evitare le discriminazioni di questo
> gruppo qua", e iniziassimo a  pensare solo alle singole persone e a quel
> che vogliono/meritano in quanto tali, forse il problema sarebbe gia'
> superato da tempo.

giusto, però hai esposto gli esempi sbagliati: è ovvio che quelle 
categorie sono scaturite da "categorie" ben più dure e materiali che 
sono venute PRIMA cronologicamente e che VENGONO PRIMA anche 
MATERIALMENTE (anche se nascoste dalla consuetudine).

per esempio: le "quote rosa" hanno il solo scopo di mostrare che la 
consuetudine è sbagliata, servono ad esprimere: "è mai possibile che le 
donne devono essere costrette a pretendere una corsia di soccorso? 
...contro una quota di fatto...una spartizione di diritto" ... con il 
rischio (o il dato di fatto) che tale corsia (stabilita come norma) si 
dimostri essere un privilegio oppure addirittura una limitazione... 
(oltretutto spesso le quote non si riescono a riempire perché mancano i 
candidati a riempirle)
ma tali quote sono necessarie finché esistono unità di misura (quote di 
fatto) consuetudinarie, che sono "senso comune" (a cui è lecito 
ammiccare senza argomentare) e quindi "buon senso" e che sono 
DISCRIMINANTI (di fatto, non si tratta di parole, quindi è giusto 
ammetterlo ed agire di conseguenza, a costo di mostrarlo con qualcosa di 
"insensato" perché è insensato ciò che lo genera).

va rimesso in discussione il senso dell' "unità di misura vuota". Ma 
l'unità di misura vuota c'è ed è maschile, adulta, bianca ecc. Quindi è 
da questa unità di misura che c'è che bisogna partire, non dalle sue 
deboli reazioni. Altrimenti si finisce ogni volta per sottoscrivere 
tutti insieme il solito inutile elenco di "diritti umani" che non dicono 
nulla della loro applicazione pratica (che è sempre 
singolare/locale/contestuale e che guarda a caso spesso fa orrore ai 
principi). Ma per cambiare le cose servono pratiche consolidate, non 
bastano (ma possono essere utili) pagine web come quella, non è 
sufficiente il clamore delle parole, se poi il silenzio del fatto (il 
fatto duro) -magari delle stesse persone che parlano con convinzione!- 
continua a ripetersi uguale-uguale.

secondo me l'iniziativa è valida ed è l'indizio che qualcosa forse sta 
cambiando, però il problema persiste (ma ora lo sto affermando in senso 
generale) perché quello che conta davvero è la prassi abituale, la 
normalità.

glz



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