[linux_var] Linux e il terzo mondo

Antonio Montagnani anto.montagnani a virgilio.it
Lun 3 Ott 2005 19:40:46 UTC


Aladino said the following on 03/10/2005 20:00:

> Dal sito del corriere
> http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2005/10_Ottobre/02/ilpunto.shtml 
>
>
> A questo punto chiedo: Chi e' Negroponte?
>
> -------------------------------------------------
>
> Negroponte e il laptop per i paesi poveri
> Costa 100 dollari, è basato su Linux e si può alimentare anche a 
> manovella. Verrà venduto ai governi dei paesi del sud del mondo
>     
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> BOSTON - Eccolo di nuovo sulla scena Nicholas Negroponte, da decenni 
> guru dell'informatica visionaria al Mit di Boston. In occasione del 
> Summit mondiale sulla società dell'informazione (WSIS) che si terrà a 
> Tunisi in novembre, mostrerà ai governi del mondo il prototipo 
> funzionante di un nuovo computer portatile (un laptop) da 100 dollari.
> E' il risultato di un lungo lavoro di progettazione, all'interno di un 
> progetto no profit chiamato «One Laptop per Child», un computer a ogni 
> bambino dei paesi in via di sviluppo. L'idea ambiziosissima è di 
> riuscire a produrre e distribuire 100-150 milioni di tali portatili, 
> destinandoli a insegnanti e studenti di paesi come Cina, India, Sud 
> Africa, Brasile eccetera.
> Guardando il prototipo emergono diverse soluzioni ingegnose: il 
> processore è un AMD da 500 megahertz, più lento di quelli attualmente 
> in uso nei laptop di fascia alta, ma più che sufficiente, se si tiene 
> conto che non verranno usati software pesanti, ma il più agile sistema 
> operativo Linux. Negroponte fa giustamente notare che i computer 
> attuali sono divenuti sempre più «grassi», nel senso che due terzi del 
> software che gira su di essi ha come unico scopo l'altro terzo, quello 
> davvero applicativo. Tagliando questo sovraccarico non serve tanta 
> potenza, ma si mira all'essenziale.
> Senza peraltro sacrificare la memoria di lavoro, che sarà da 1 
> gigabytes, mentre l'hard disk è stato sostituito da memorie flash, per 
> motivi di economia e di alimentazione elettrica. Questi laptop infatti 
> verranno usati in zone dove la corrente elettrica può non esserci o 
> esserci saltuariamente e perciò ogni risparmio energetico è decisivo.
> Un altro risparmio viene realizzato nei monitor a cristalli liquidi, 
> che sono un po' meno densi di pixel di quelli attualmente in commercio 
> e che possono anche funzionare in bianco e nero, riducendo 
> ulteriormente il carico di lavoro. In situazioni di carenza di energia 
> elettrica, un meccanismo a manovella può ricaricare provvisoriamente 
> le batterie.
> L'idea di Negroponte e dei suoi collaboratori è lungimirante perchè 
> non prevede di attrezzare le classi con i computer, ma invece di darne 
> uno a ogni studente, perché lo possa portare con sè, continuando a 
> usarlo, lui e la sua famiglia e così fecondando culturalmente l'ambiente.
> In classe invece i diversi laptop potranno parlarsi tra di loro, con 
> una tecnologia di connessione a maglie (mesh) che il Mit ha sviluppato 
> da tempo. Se poi il villaggio fosse dotato di connessioni a internet, 
> allora ogni ragazzo dotato di laptop potrà girare per il mondo.
> Le difficoltà progettuali sembrano felicemente superate, dalla 
> robustezza della scatola al suo isolamento per proteggere dalla 
> polvere. Quelle future stanno nell'avviare una catena di produzione e 
> una logistica capace di sfornare tante macchine del genere in un 
> periodo di tempo relativamente breve: nel sogno virtuoso di Negroponte 
> non si tratta infatti di fare l'ennesima esperienza pilota, ma di 
> avviare un vero progetto globale, capace di cambiare la vita di 
> milioni di giovani.
> Franco Carlini
> 03 ottobre 2005
>
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>
Negroponte: e' uno dei guru dell'informatica americano ma anche un 
personaggio politicamente assai discusso, operazioni in Venezuela e 
Colombia per nome e conto della Cia, ambasciatore credo 
all'Onu...insomma un falco.
Ma ciononostante un visionario in senso buono (Essere digitali un suo 
libro..)

-- 
 Antonio
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