Linux e il terzo mondo

Aladino aladino1 a activenetwork.it
Lun 3 Ott 2005 18:00:47 UTC


Dal sito del corriere
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2005/10_Ottobre/02/ilpunto.shtml

A questo punto chiedo: Chi e' Negroponte?

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Negroponte e il laptop per i paesi poveri
Costa 100 dollari, è basato su Linux e si può alimentare anche a 
manovella. Verrà venduto ai governi dei paesi del sud del mondo
	
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BOSTON - Eccolo di nuovo sulla scena Nicholas Negroponte, da decenni 
guru dell'informatica visionaria al Mit di Boston. In occasione del 
Summit mondiale sulla società dell'informazione (WSIS) che si terrà a 
Tunisi in novembre, mostrerà ai governi del mondo il prototipo 
funzionante di un nuovo computer portatile (un laptop) da 100 dollari.
E' il risultato di un lungo lavoro di progettazione, all'interno di un 
progetto no profit chiamato «One Laptop per Child», un computer a ogni 
bambino dei paesi in via di sviluppo. L'idea ambiziosissima è di 
riuscire a produrre e distribuire 100-150 milioni di tali portatili, 
destinandoli a insegnanti e studenti di paesi come Cina, India, Sud 
Africa, Brasile eccetera.
Guardando il prototipo emergono diverse soluzioni ingegnose: il 
processore è un AMD da 500 megahertz, più lento di quelli attualmente in 
uso nei laptop di fascia alta, ma più che sufficiente, se si tiene conto 
che non verranno usati software pesanti, ma il più agile sistema 
operativo Linux. Negroponte fa giustamente notare che i computer attuali 
sono divenuti sempre più «grassi», nel senso che due terzi del software 
che gira su di essi ha come unico scopo l'altro terzo, quello davvero 
applicativo. Tagliando questo sovraccarico non serve tanta potenza, ma 
si mira all'essenziale.
Senza peraltro sacrificare la memoria di lavoro, che sarà da 1 
gigabytes, mentre l'hard disk è stato sostituito da memorie flash, per 
motivi di economia e di alimentazione elettrica. Questi laptop infatti 
verranno usati in zone dove la corrente elettrica può non esserci o 
esserci saltuariamente e perciò ogni risparmio energetico è decisivo.
Un altro risparmio viene realizzato nei monitor a cristalli liquidi, che 
sono un po' meno densi di pixel di quelli attualmente in commercio e che 
possono anche funzionare in bianco e nero, riducendo ulteriormente il 
carico di lavoro. In situazioni di carenza di energia elettrica, un 
meccanismo a manovella può ricaricare provvisoriamente le batterie.
L'idea di Negroponte e dei suoi collaboratori è lungimirante perchè non 
prevede di attrezzare le classi con i computer, ma invece di darne uno a 
ogni studente, perché lo possa portare con sè, continuando a usarlo, lui 
e la sua famiglia e così fecondando culturalmente l'ambiente.
In classe invece i diversi laptop potranno parlarsi tra di loro, con una 
tecnologia di connessione a maglie (mesh) che il Mit ha sviluppato da 
tempo. Se poi il villaggio fosse dotato di connessioni a internet, 
allora ogni ragazzo dotato di laptop potrà girare per il mondo.
Le difficoltà progettuali sembrano felicemente superate, dalla 
robustezza della scatola al suo isolamento per proteggere dalla polvere. 
Quelle future stanno nell'avviare una catena di produzione e una 
logistica capace di sfornare tante macchine del genere in un periodo di 
tempo relativamente breve: nel sogno virtuoso di Negroponte non si 
tratta infatti di fare l'ennesima esperienza pilota, ma di avviare un 
vero progetto globale, capace di cambiare la vita di milioni di giovani.
Franco Carlini
03 ottobre 2005



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